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Presentazioni: 27-06-2007 LO SPORT DEVE RIAPPROPRIARSI DELLA SUA DIGNITA’ E IDENTITA’ |
Presentazioni: 27-06-2007 LO SPORT DEVE RIAPPROPRIARSI DELLA SUA DIGNITA’ E IDENTITA’ |
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27-06-2007
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 Daniela Asaro scrittrice |
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Scritto da:
Daniela Asaro
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Europaspace.com
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LO
SPORT DEVE RIAPPROPRIARSI DELLA SUA DIGNITA’ E IDENTITA’
di Daniela Asaro .......................................
L’automobilismo
ed il calcio, quand’ero ragazzina, mi offrivano intense emozioni, non solo di
gioia di esprimersi nel praticarli, il calcio in particolare, non solo punti di
riferimento ben precisi nelle figure degli allenatori, dei dirigenti, uomini
concreti, coerenti, onesti, non solo…. Perché, forse, qualcuno non comprenderà,
per me queste due discipline sportive erano anche soprattutto poesia…
Quando
lo sport riesce a far nascere in te il desiderio di andare oltre i limiti
spazio-temporali? Quanto ti possibile percepire nel profumo dell’erba di un
campo, in una pista incorniciata dalle “verdi dimore”, elementi che liberano la
tua anima da tutti quei pesi che sono la vanagloria, l’interesse, la
prevaricazione? Quando inizi a provare una grande serenità nel sederti e stare
a guardare a lungo una parte della pista di un autodromo o un campo di calcio?
Tutto ciò accade se nell’attività sportiva riesci a trovare la limpidezza e
negli sportivi praticanti e spettatori la sapienza del cuore.
Grandi
nemici dello sport, oltre ai problemi ben noti, sono l’aridità, una sorta di
automatismo, soprattutto i campioni, uomini o donne che siano, sembrano
computerizzati, incapaci di esprimere quella grande umanità, che potevano
offrirci campioni come Bartali, Senna, dotati di un grande talento e anche di
un grande cuore.
Forse
Senna è stato uno degli ultimi sportivi poeti, speriamo che ne sorgano degli
altri, ma, per il momento non riesco ad intravederne. Lui diceva che guidando
una vettura di F.1 riusciva ad esprimersi completamente: “Per me guidare è
ridere, piangere, pregare, ….è poesia”.
Attualmente
nell’animo di qualche dirigente, di qualche sportivo, di qualche calciatore, di
qualche spettatore è possibile che nasca spontaneo il desiderio di volare
liberi assieme ai versi di una poesia? Non credo sia possibile, non perché
nessuno di loro sia capace di condurre il proprio pensiero al di là del folle
caos che genera oggigiorno una manifestazione sportiva, soprattutto una partita
di calcio, ma nessuno riesce a liberarsi dai pesi immensi che costringono a
rimante nella gabbia delle voci altisonanti, degli inganni, delle prepotenza,
dell’assurdità.
Eppure
non è tanto difficile uscire dalle gabbie, invece che affannarsi ad apparire
alle feste più importanti, si può cercare di spendere le proprie energie in un
modo sicuramente più utile: ridare dignità allo sport.
Vorrei
dare un suggerimento ai dirigenti dell’automobilismo sportivo, e soprattutto a
quelli delle società calcistiche: osservate molto bene coloro che si
confrontano con i monti più impervi e traete esempio dall’umiltà, dalla
tenacia, dalla lealtà degli alpinisti…. Probabilmente affrontare una parete
arricchisce l’anima molto più di quanto possa fare un calcio dato ad un
pallone. Auguriamoci che almeno l’alpinismo riesca a mantenere la sua identità.
Concludo
questo scritto riproponendo la frase iniziale con una breve riflessione:
quand’ero ragazzina l’automobilismo ed il calcio mi davano intense emozioni….
Ed ora?? Pur desiderando che lo spirito sportivo sia tenuto in maggior
considerazione, l’automobilismo sportivo continua a darmi quelle intense
emozioni. Il calcio, essendo un’altra arida industria, che ogni settimana
presenta il suo prodotto più o meno autentico, suscita una grande nostalgia per
un passato più dignitoso, per il bel gioco, per le idee, per le partite più
spettacolari e più vere, che potevano entusiasmare, suscita, però, anche una
speranza, che è quasi una certezza: il futuro saprà riappropriarsi delle buone
qualità del passato. Per il momento i veri sportivi non possono provare
emozioni…. In quasi tutti gli stadi c’è una fitta nebbia e, in tali condizioni,
non si riesce a vedere bene le partite.
Daniela ASARO
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Ultimo aggiornamento:02-07-2009 |
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