1 Luglio 1979: il Monza si gioca la serie A contro il Pescara nello spareggio di Bologna. Da quell'infausto pomeriggio è iniziato un lento ma inesorabile declino.

"Penso che un sogno così non ritorni mai più". Quando ascolto la canzone "Volare" di Domenico Modugno, non posso non pensare a "quel" sogno. 1 Luglio 1979, il giorno in cui il Monza ha accarezzato la serie A come mai gli era riuscito prima, e come mai gli sarebbe riuscito successivamente. Quel giorno, un ragazzo che aveva compiuto da poco i vent'anni e avvertiva la sensazione di avere il mondo ai propri piedi, partì di prima mattina da Milano, insieme a due amici, per andare incontro a quel sogno. Aveva distribuito bandiere e sciarpe biancorosse agli amici, oltre che per sè stesso, ed era salito sul treno a Porta Garibaldi, per andare alla stazione di Monza. Da lì sarebbe partito il convoglio speciale dei tifosi biancorossi diretto a Bologna.La stazione ferroviaria di Monza, quella mattina, sembrava una polveriera. Sugli allora cinque binari erano assiepate centinaia di persone, un solo binario era insufficiente a contenere quello sciame umano, colorato di biancorosso. Sul piazzale della stazione, era tutto un viavai di auto e pullman, perchè Bologna era una meta da raggiungere con qualunque mezzo, ma con un'unica certezza: era il giorno della serie A.
All'arrivo a Bologna, quella marea umana si distribuì lungo il percorso pedonale che portava allo stadio Dall'Ara, e la gente che incrociava quella massa di persone vocianti e colorate di biancorosso, si fermava incuriosita. Ma quanti erano, quei tifosi? Si avvertiva la netta sensazione che la gente biancorossa avrebbe riempito più di metà dello stadio.Ma, appena dentro lo stadio, quella sensazione iniziò a vacillare paurosamente. I tifosi del Pescara erano molti ma molti di più! Si erano mosse intere famiglie, bimbi e anziani inclusi, e il cartello indicatorio con la scritta "Curva Tifosi Monza" diventò un'icona beffardamente aleatoria, perchè attorno ai poco più di tremila sostenitori brianzoli si stringeva, festosa quanto minacciosa, la morsa dei tifosi pescaresi assiepati nella curva medesima.
Qualcuno, dalla parte opposta, attraversò il terreno di gioco per venire a strappare e fare scempio del lungo e bellissimo striscione "Forza vecchio cuore biancorosso", eretto sulla cancellata ai piedi della curva. Seguirono botte, anche da orbi, nei confronti di coloro che avevano cercato di difendere quello striscione.Poi cominciò la partita. Il Monza era privo di Volpati, squalificato, un forte difensore che alcuni anni dopo avrebbe vinto uno storico scudetto con la maglia del Verona. Assenza molto grave. Il Pescara, dopo un inizio veemente, si calmò e la gara si fece più equilibrata. Fino al 40' minuto, quando l'ex interista Pavone trafisse Marconcini con un colpo di testa ravvicinato. Inizio di ripresa furibondo, del Monza di Magni, e abruzzesi in chiara difficoltà. Silva sfiorò il gol del pareggio, prima dello sfortunatissima autorete di Giusto, al quarto d'ora, che decise i giochi. Pescara 2 Monza 0. Sono passati trent'anni, quel ragazzo poco più che ventenne ha compiuto mezzo secolo e da un pezzo non ha più la sensazione di avere il mondo ai propri piedi. Però, quando ripensa a quel 1 Luglio 1979, sente ancora un sottile brivido lungo la schiena, anche se da quell'infausto pomeriggio ha smesso di sognare..
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